Dal 13 dicembre, ogni sabato,
dalle ore 10 alle ore 13, distribuzione del PANE
a prezzo calmierato di 1 euro al Kg
DOVE
ENNA ALTA
Sede AUSER-CGIL
via Carducci 16
ENNA BASSA
sede S.U.N.I.A.
Via Civiltà del Lavoro 15
NON SI ARRIVA A FINE MESE!
La crisi che stiamo vivendo è la conseguenza delle politiche neoliberiste
fatte di precarietà e bassi salari, di liberalizzazioni e privatizzazioni, di
aggressioni ai beni comuni e abbattimento del welfare e della scuola
pubblica. Questi lunghi anni di neoliberismo hanno devastato le nostre
città, mentre i nostri quartieri sono franati socialmente. Ed è nei quartieri
che aumenta l’ansia e la paura; ciò avviene perché l’impoverimento
generalizzato viene vissuto come solitudine, come colpa soggettiva, una
colpa che ti incattivisce contro chi sta nel gradino sotto al tuo. Un processo
d’impoverimento che in questi anni non ha incontrato la politica e l’agire
collettivo come risposta; così la povertà oltre che una colpa è diventata
invisibile. In questo quadro, i risultati non verranno certo da una politica
“riformatrice” così come prospettata dal PD, che si pone esclusivamente il
tema del governo “contro Berlusconi” senza riflettere fino in fondo su come
modificare già da subito i rapporti di forza con i poteri forti e prospettare
un’uscita a sinistra dal la crisi economica.
La nostra proposta politica è quella di rovesciare le politiche neoliberiste e
chiedere ai governi, a partire dal nostro, di smetterla di aiutare banchieri e
speculatori e, invece, di rispondere alla dilagante povertà con misure
sociali: adeguamento di salari e pensioni all’inflazione reale, paniere
popolare calmierato con prezzi politici per i beni di prima necessità,
riduzione generalizzata delle tariffe, lotta alla precarietà, potenziamento
del welfare e difesa della scuola pubblica. Questa è secondo noi la ricetta
per uscire dalla crisi, perché se il popolo risparmia sul pane, è difficile
far ripartire l’economia!
Avanziamo dunque una piattaforma politica in cui vengono coinvolti non
solo il governo, ma anche le istituzioni locali che su questo terreno possono
fare molto. Vogliamo aprire una vertenza, costruendo al tempo stesso un
nuovo mutualismo in grado di rinsaldare i legami sociali e produrre nuova
militanza sociale.
Con la costituzione del GAP di Enna ci proponiamo di intercettare la
galassia del disagio sociale fatta di precari, disoccupati, lavoratori,
studenti, casalinghe, pensionati. Questo popolo, che da tempo sa che non si
arriva a fine mese e che vive questa condizione in assoluta solitudine, ha
oggi la possibilità concreta di riprendere voce mettendosi insieme. Il GAP,
parola nobile presa in prestito da una sigla della Resistenza antifascista, è
una riscoperta di una pratica di solidarietà fra pari, vecchia e dignitosa
come la storia del movimento operaio. Solidarietà quindi, e non carità,
perché rispettare la dignità è importante. Nasce e si sperimenta così un
nuovo mutualismo vertenziale, da utilizzare come alternativa concreta,
utile.
COSA SONO I GAP?
Il prezzo del pane è cresciuto negli ultimi anni in maniera impressionante,
così come quello dei generi di prima necessità; questa dinamica è coincisa
con la progressiva diminuzione del potere di acquisto dei salari e delle
pensioni. Sull’impoverimento generalizzato che ha subìto la nostra
popolazione per opera della speculazione e dell’assenza di forme
d’Indicizzazione dei salari e delle pensioni, la politica è stata incapace di
intervenire se non con operazioni di facciata. Il mercato inoltre è riuscito
anche su questo terreno a ritagliarsi una nicchia di profitto, creando una
serie di strutture con prodotti sottocosto ma con un livello bassissimo di
qualità.
L’iniziativa dei GAP (Gruppi d’Acquisto Popolari) cerca di rompere il ricatto
per il quale, se non arrivi a fine mese, devi mangiare prodotti di bassa
qualità. Associandosi come consumatori, infatti, si riesce a ridurre il prezzo
del pane sensibilmente, arrivando al prezzo di un euro al kg, ma anche ad
averlo di ottima qualità. Questo obbiettivo si raggiunge sostanzialmente
perché il Gruppo di Acquisto contratta il prezzo direttamente dal
produttore, saltando ogni tipo d’intermediazione.
In questo modo si ribalta la logica della coperta corta che mette i ceti
popolari l’uno contro l’altro: più si è meglio è, perché meglio si
contratta il prezzo!
Il Gruppo di Acquisto Popolare si ispira al lavoro fatto dai GAS ( gruppo di
acquisto solidale) in questi decenni; i GAS, e la rete che li mette insieme
(www.retegas.org), infatti, hanno nel tempo svolto un lavoro molto
importante in termini di innovazione sul versante dei consumi critici, tant’è
che, pur essendo molto diversi fra loro, sono stati riconosciuti dalla
Finanziaria del 2008 negli art. 266, 267 e 268. Il Gas può essere
riconosciuto quindi come ente associativo o come gruppo di persone
informale che si mettono d’accordo per ordinare direttamente il prodotto al
distributore. Quello che lo contraddistingue è il fatto che esso è un
soggetto associativo senza scopo di lucro costituito al fine di svolgere
attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi con
finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale. Non è
necessario avere la partita Iva per la fatturazione, basta il codice fiscale
della singola associazione o della persona fisica che acquista per conto del
gruppo (è sufficiente anche lo scontrino).






