Intervista a Paolo Ferrero ad Arezzo

Ferrero 08-Segretario, ha ancora senso dirsi comunisti?
Certo, non solo dirsi, ma anche esserlo, perché il capitalismo si sta dimostrando un sistema fallimentare nel quale la ricchezza corrisponde ad un enorme aumento delle ingiustizie, sia tra nord e sud del mondo che negli stessi paesi del nord del mondo. Quindi ha molto senso porre il problema di come si può cambiare il sistema radicalmente, per far sì che non sia guidato dal profitto di pochi, ma dal benessere della maggioranza, che è appunto il comunismo. Secondo me dirsi comunisti ha molto più senso oggi che non cento anni fa.-Perché Rifondazione e Comunisti Italiani continuano ad essere separati anche se abitano la stessa casa?
Intanto adesso abbiamo fatto una lista assieme, quindi la novità è un elemento di unione, dopo una divisione nata nel ’98; è stata fatta in vista delle elezioni e dopo le elezioni proseguiremo su questa strada. La direzione di marcia è quella verso l’unione, non certo la divisione.
-Quindi in caso di successo elettorale pensate ad una fusione?
La sua cagnetta
Pensiamo che si aprirà una discussione, perché in questi mesi non abbiamo discusso di questo, e quindi si aprirà un confronto e soprattutto, cosa che a me preme di più, ci sarà un lavoro comune sul territorio, nei circoli, sui luoghi di lavoro… Occorre ricominciare a lavorare assieme, perché la cosa fondamentale da fare è ricostruire un’opposizione nel paese, visto che né il PD, né l’Italia dei Valori fanno assolutamente un’opposizione degna di questo nome. Occorre mettere insieme le forze per costruire un’opposizione vera.
-Ma l’Italia dei Valori sembra fare un’opposizione agguerrita a Berlusconi; anche se molto mirata sulla persona…
No, l’Italia dei valori chiacchiera, insulta Berlusconi tutti i giorni, poi vota a favore del federalismo fiscale, che è la cosa peggiore che Berlusconi abbia fatto in questi tempi. In Europa, poi, l’Italia dei Valori vota con Berlusconi quasi sempre e porta avanti le politiche delle liberalizzazioni. Addirittura hanno proposto l’aumento dell’orario settimanale di lavoro… Il problema dell’Italia dei Valori è che conduce una guerra contro Berlusconi, ma non alle sue politiche. Questa non è opposizione, ma una bega da cortile.
-Il vostro obiettivo attualmente pare essere quello di raggiungere il 4%…
Il nostro obiettivo è ricostruire una sinistra forte in Italia e in Europa, quindi il 4% serve a tutte e due le cose; perché noi andremo nel gruppo della sinistra unita a livello europeo, insieme ai comunisti francesi e ai partiti della sinistra socialista europei, che costituiscono un gruppo a sinistra della social democrazia. Il 4% per noi è utile perché permette di essere più forti in Italia e ci evita di essere trattati come degli appestati, com’è accaduto quest’anno. Potremo contare di più nella discussione politica, nella presenza sui media e via di questo passo. In Europa rifare il gruppo della sinistra unita è una condizione per riuscire a cambiare le politiche europee, perché quelle portate avanti fin qui non vanno affatto bene…
-Mi può indicare le differenze principali tra voi e i vostri ex compagni di Sinistra e Libertà?
a Montalto
Sinistra e Libertà ha scelto di non decidere in che gruppo europeo andranno i propri eletti al Parlamento Europeo, se ne avrà; è possibile che ci si ritrovi in gruppi che fanno politiche diverse a livello continentale. In più Sinistra e Libertà ha scelto di fare l’alleanza con i socialisti craxiani, e c’è gente che è d’accordo con la legge 30, con le liberalizzazioni; si tratta di politiche che noi combattiamo. Sinistra e Libertà è un cartello elettorale che andrà in Europa in gruppi diversi (socialista, verde, sinistra), a seconda di chi passerà, se passerà. Invece noi abbiamo detto chiaramente cosa andranno a fare i nostri e in quale gruppo. In questo modo si sa cosa si vota.
-Negli ultimi tempi si fa un gran parlare delle ideologie come di qualcosa molto vicina al diavolo, lei cosa pensa in proposito?
Penso che abbiamo vissuto per vent’anni in preda ad un’enorme ideologia, che vedeva nel mercato e nell’economia la guida unica e incontrollata. Questo ha portato al disastro della crisi attuale e penso che si debba riaffermare un punto di vista che non è quello dei banchieri o dei padroni, ma quello del mondo del lavoro, degli anziani, della gente. In questo senso io sono comunista e se mi si vuole dire che è una posizione ideologica rispondo che penso che lo sia. Guardo il mondo dal punto di vista di chi in questi anni ha perso, non da quello di chi si è fatto gli affaracci suoi sulle spalle degli altri.
-La famiglia, secondo lei, può ancora essere considerata il nucleo di base della nostra società?
Penso che sia una delle basi. Chi la fa fa bene; ma non è l’unica e non può essere imposta come tale. Oggi ci sono una pluralità di modi in cui la gente convive coi propri simili e i single o i conviventi devono avere pari diritti.
-Può dirmi cosa pensa di Franceschini come uomo politico e del PD come partito?
Penso che Franceschini sia subalterno, come lo era Veltroni, ai poteri forti di questo paese. Alla Confindustria, alle banche e in parte al Vaticano. Quando due o tre giorni fa la Confindustria ha detto “bisogna fare le riforme”, cioè tagliare sulle pensioni, dare i risparmi alle imprese eccetera, Franceschini non ha trovato di meglio che dire che il Governo doveva ascoltare quello che diceva la Mercegaglia; queste posizioni rendono inefficace l’opposizione del PD, perché su dei punti di fondo non c’è grande differenza con il Governo di destra. Non protesta quando si danno soldi alle banche o se ne elargiscono troppi alle imprese, quando addirittura si propone di abbassare le tasse a chi affitta le case per la rendita…

di arezzonotizie.itFerrero 08

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