Sono dell’IdV i deputati più assenteisti

Gli onorevoli dipietristi hanno collezionato le percentuali più basse relative alla presenza in Aula al momento delle votazioni
di Donato De Sena su giornalettismo.com del 28 luglio 2010

Quante volte l’opposizione è “andata sotto” nelle votazioni alla Camera a causa dell’assenteismo dei deputati dell’Italia dei Valori? Parecchie. Tempo fa abbiamo segnalato la doppia morale sul caso Eutelia, con i dipietristi che partecipavano alle proteste dei dipendenti senza stipendio salvo poi mancare alle votazioni in aula e consentire il successo degli emendamenti di Pdl e Lega con pochi voti di scarto sui no minoranza parlamentare. E’ un paradosso, quello del partito che fa l’opposizione dura e pura e poi manca all’appello in lavori decisivi, del quale in tempi non sospetti si sono lamentati sia i colleghi del Partito Democratico che dell’Udc.
L’IDV SNOBBA LE VOTAZIONI – Oggi balza fuori qualche cifra interessante. E’ Libero a pubblicare i dati aggiornati inerenti presenze nell’Aula di Montecitorio dei nostri rappresentanti dai quali si evince come il partito di Di Pietro sia tra i meno attivi nei lavori parlamentari. Quasi la metà degli onorevoli dell’Idv è assente almeno una volta su tre alle votazioni. “Qualcuno è giustificato da altri incarichi istituzionali (Silvana Mura è in missione ad esempio come segretario della Camera) – fa sapere il giornale diretto da Belpietro – altri senza giustificazione“. Fra i 187 deputati presenti in nove votazioni su dieci – si legge sul quotidiano – non compare nessun nome dell’Idv: 88 apparterrebbero al Pdl, 57 al Pd, 37 alla Lega, 4 all’Udc. Percentuali bassissime per i leader: Leoluca Orlando fino ad ora in due anni di attività parlamentare avrebbe partecipato solo al 36,29% delle votazioni, Antonio Di Pietro al 36,66%, Massimo Donadi al 47,67%, Silvana Mura al 54,37%.
PERCENTUALI BASSE – Il più presente del gruppo, Sergio Michele Piffari, si sarebbe fermato all’86,92%. Il quinto nella classifica tra i seguaci dell’ex pm di Montenero di Bisaccia avrebbe partecipato all’80% delle votazioni. Dati accettabile in termini assoluti, ma risibili se confrontati ai numeri della gran mole di onorevoli stakanovisti. Sono in tanti a vantare un tasso di presenza che sfiora il 100%: l’uomo più presente del palazzo è Remigio Ceroni, “un deputato del Pdl che viene da Forza Italia, è marchigiano, viene da Monterubbiano (classe 1955) e ha iniziato a fare politica nella vecchia Dc. E’ stato per vent’anni assessore sindaco, consigliere regionale nella sua terra. poi finalmente nel 2006 è arrivato in parlamento. E da lì nessuno lo smuove: ha partecipato al 99,82% delle votazioni, il primo della classe. Ha superato proprio sul filo di lana un pezzo grosso azzurro come Antonio Palmieri (99,76%), deputato della XIV legislatura“.

Gli onorevoli dipietristi hanno collezionato le percentuali più basse relative alla presenza in Aula al momento delle votazioni
Quante volte l’opposizione è “andata sotto” nelle votazioni alla Camera a causa dell’assenteismo dei deputati dell’Italia dei Valori? Parecchie. Tempo fa abbiamo segnalato la doppia morale sul caso Eutelia, con i dipietristi che partecipavano alle proteste dei dipendenti senza stipendio salvo poi mancare alle votazioni in aula e consentire il successo degli emendamenti di Pdl e Lega con pochi voti di scarto sui no minoranza parlamentare. E’ un paradosso, quello del partito che fa l’opposizione dura e pura e poi manca all’appello in lavori decisivi, del quale in tempi non sospetti si sono lamentati sia i colleghi del Partito Democratico che dell’Udc.
L’IDV SNOBBA LE VOTAZIONI – Oggi balza fuori qualche cifra interessante. E’ Libero a pubblicare i dati aggiornati inerenti presenze nell’Aula di Montecitorio dei nostri rappresentanti dai quali si evince come il partito di Di Pietro sia tra i meno attivi nei lavori parlamentari. Quasi la metà degli onorevoli dell’Idv è assente almeno una volta su tre alle votazioni. “Qualcuno è giustificato da altri incarichi istituzionali (Silvana Mura è in missione ad esempio come segretario della Camera) – fa sapere il giornale diretto da Belpietro – altri senza giustificazione“. Fra i 187 deputati presenti in nove votazioni su dieci – si legge sul quotidiano – non compare nessun nome dell’Idv: 88 apparterrebbero al Pdl, 57 al Pd, 37 alla Lega, 4 all’Udc. Percentuali bassissime per i leader: Leoluca Orlando fino ad ora in due anni di attività parlamentare avrebbe partecipato solo al 36,29% delle votazioni, Antonio Di Pietro al 36,66%, Massimo Donadi al 47,67%, Silvana Mura al 54,37%.
PERCENTUALI BASSE – Il più presente del gruppo, Sergio Michele Piffari, si sarebbe fermato all’86,92%. Il quinto nella classifica tra i seguaci dell’ex pm di Montenero di Bisaccia avrebbe partecipato all’80% delle votazioni. Dati accettabile in termini assoluti, ma risibili se confrontati ai numeri della gran mole di onorevoli stakanovisti. Sono in tanti a vantare un tasso di presenza che sfiora il 100%: l’uomo più presente del palazzo è Remigio Ceroni, “un deputato del Pdl che viene da Forza Italia, è marchigiano, viene da Monterubbiano (classe 1955) e ha iniziato a fare politica nella vecchia Dc. E’ stato per vent’anni assessore sindaco, consigliere regionale nella sua terra. poi finalmente nel 2006 è arrivato in parlamento. E da lì nessuno lo smuove: ha partecipato al 99,82% delle votazioni, il primo della classe. Ha superato proprio sul filo di lana un pezzo grosso azzurro come Antonio Palmieri (99,76%), deputato della XIV legislatura“.

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