LA GDF DI ENNA SEGNALA ALLA CORTE DEI CONTI L’ESISTENZA DI IPOTESI DI DANNO ALL’ERARIO PER OLTRE 22,5 MILIONI DI EURO

tratto da Enna Notizie –
ATO RIFIUTI ENNAEUNO LA GDF DI ENNA SEGNALA ALLA CORTE DEI CONTI L’ESISTENZA DI IPOTESI DI DANNO ALL’ERARIO PER OLTRE 22.500.000,00 DI EURO Lunedì 15 Febbraio 2010 21:12
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Piersanti Mattarella, uccisa la primissima “primavera siciliana”

Assassinato il 6 gennaio 1980 il presidente della Regione che tentò di “ripulire” la Dc 

di Gemma Contin su Liberazione del 5/01/09

Era il 6 gennaio 1980, trent’anni fa esatti. Palermo si stava svegliando dalle lunghe festività di Natale-Capodanno-Befana: quindici giorni e notti di gozzoviglie, giocate di carte, giri di amici e parenti, regali ai bambini, messe comandate.
Quella mattina dedicata all’Epifania, la vecchietta che con scopa e sacco «tutte le feste si porta via», cadeva giusto di domenica: buona ragione per dormirsela qualche ora di più, dopo l’ultima notte di poker-settemezzo-mercanteinfiera, o, per i cattolici osservanti e praticanti, di andare alla Santa Messa del mattino e farsi assolvere così da tutti i peccati di gola-lussuria-goduria inevitabilmente commessi nel corso di festività prolungate.
Una domenica azzurra di sole e già carica di profumi primaverili, come spesso accade a Palermo e in Sicilia, dove ai primi di gennaio, nella Valle dei Templi di Agrigento, si celebra la festa del mandorlo in fiore.
La città quasi deserta si stava appena risvegliando e stiracchiando pigramente, in vista dell’ennesima abbuffata, quando, alle 12 e 30, il presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella era uscito di casa senza scorta, in via Libertà, quasi all’incrocio con piazza Croci, nel “cuore bene” del capoluogo, e si era messo al volante della sua Fiat 132 privata, assieme alla moglie Irma Chiazzese e al figlio ventenne Bernardo, per recarsi alla Messa nella non lontana chiesa dei gesuiti, dove era solito osservare il precetto religioso.
Non ci arrivò mai.  Continua a leggere

Intervista a Paolo Ferrero: “Per una legge alla tedesca mi alleo anche con il diavolo”

Il segretario Prc: «Una federazione della sinistra e non un altro partitino. Positiva l’idea plurale di Bersani, cambiamo insieme la legge elettorale»

di Jolanda Bufalini per l’Unità del 9/12/2009

Stringata all’essenziale, l’idea di Paolo Ferrero, ex ministro di Prodi, segretario del Prc, co-fondatore della “Federazione della sinistra” di nuova zecca, con Diliberto e Salvi, si raccoglie in 4 parole: «Uscire dalla Seconda Repubblica».  «Per questo e per mandare a casa Berlusconi mi alleo anche con il Diavolo».

Perché?  «Perché è un disastro che sta portando l’Italia al fascismo (fascista è Berlusconi per l’eversione dell’impianto costituzionale). E tutto questo ha origine da una stupidaggine, da una legge elettorale bipolare e tendenzialmente bipartitica che ora ha la firma di Calderoli, ma prima portava l’impronta di Occhetto e Segni». Continua a leggere

Il Muro di Berlino come difesa necessaria per la Repubblica Democratica Tedesca

Walter Ulbricht, Vice Primo Ministro della RDT dal 1949 al 1950, Presidente del Consiglio di Stato della RDT dal 1960 al 1973, Erster Sekretär des ZK der SED dal 1950 al 1971. Durante la sua presidenza venne edificato il muro di Berlino

da L’Unità del 14/08/1961 – su

http://resistenze.org

Dopo una lunga attesa e numerose proposte rivolte alle potenze occidentali

Perché erano ormai necessarie le misure adottate a Berlino

La Repubblica democratica tedesca era l’unico paese a tenere senza controllo una parte dei suoi confini – Il provvedimento era stato rimandato per non acuire la tensione. Le odierne misure adottate dal governo della RDT, in accordo con i paesi del Trattato di Varsavia sono di una legittimità evidente.

In effetti non si vede come di possa negare ad uno stato sovrano come ls RDT il diritto – e qui sta il nocciolo giuridico della questione – di prendere alle proprie frontiere i provvedimenti che ritiene più opportuni. Ma il problema non è solo giuridico e il diritto di cui si è detto non è soltanto tale è anche una necessità, giacché non si ha notizia di paesi che tengano sguarnita e priva di ogni garanzia e di ogni controllo una parte dei loro confini. Continua a leggere

Claude Lévi-Strauss, la mente sistematica di un cuore selvaggio

di Enrico Comba su il manifesto del 04/11/2009

Il grande antropologo, che aveva varcato la soglia dei cento anni, è morto a Parigi nella notte tra sabato e domenica. I suoi studi etnologici lo portarono a capire che l’uomo è essenzialmente «un animale simbolico» e che il pensiero funziona dappertutto secondo meccanismi identici. Dunque, non ci sono differenze sostanziali nelle facoltà intellettive e nelle capacità riflessive delle diverse società.

«Odio i viaggi e gli esploratori», una frase indimenticabile, che apre il volume forse più letto e conosciuto di Claude Lévi-Strauss, Tristi Tropici (1955), una frase che rimane impressa indelebilmente anche nei lettori che non odiano affatto i viaggi e gli esploratori e che prediligono quella letteratura di viaggio al cui genere l’opera da cui è tratta nonostante tutto appartiene e che ha stimolato generazioni di viaggiatori e di ricercatori che si sono avventurati alla ricerca di tropici più o meno tristi. Continua a leggere

Viareggio, stazione (più?) sicura meno binari e senza capostazione

treni_merci2“Lavori in corso” dopo l’esplosione del 29 giugno scorso che ha ucciso 31 persone 
 
di Lorenzo Coluccini su Liberazione del 1 ottobre 09

Partiranno la prossima settimana nella stazione di Viareggio i lavori per rimuovere i binari 9 e 10, come previsto dagli accordi tra Fs, Provincia e Comune, raggiunti grazie alla mediazione di Claudio Martini, il presidente della Regione Toscana nominato da Berlusconi “commissario delegato per il superamento dello stato di emergenza”. L’emergenza che ha richiesto la nomina di un altro commissario straordinario, in questo caso è la messa in sicurezza della stazione ferroviaria a seguito dell’esplosione del 29 giugno scorso che ha ucciso 31 persone.
In realtà «togliere due binari dalla stazione è una scelta non solo sbagliata, ma dalle possibili conseguenze pericolose per la sicurezza della città» sostiene Riccardo Antonini, portavoce dell’Assemblea 29 giugno, costituitasi subito dopo la strage provocata dall’incidente ferroviario. A fargli eco il capo stazione Rossana Pezzini: «Il rischio, con due binari in meno è il declassamento della stazione». Continua a leggere

Gli agenti in piazza: «Brunetta buffone»

Oltre 30mila a Roma contro i tagli decisi al comparto sicurezza 
 
Castalda Musacchio su Liberazione del 29/10/2009
Sfilano in uniforme. I poliziotti con i caschi blu, la Guardia di Finanza, persino i carabinieri del Cocer. Certo, a ben vedere, questa volta in piazza non ci sono i soliti “comunisti” come vorrebbe il premier. Ma proprio loro: tutte le forze dell’ordine. E non si può dire non siano arrabbiati. La questione è seria e, come nota Di Pietro, «se protestano anche loro siamo alla vigilia di uno sfascio». E loro, tutti gli agenti scesi in Italia per la prima manifestazione unitaria, sono a dir poco furiosi. «La colpa? – urlano – E’ solo del Governo». «Un governo – dicono rivolgendosi ai cittadini – che vi ha dato le ronde, mettendo i soldi per questa vergogna invece che darli ai poliziotti». E che dire di Brunetta e Maroni? Brunetta deve sicuramente esser sobbalzato sulla sedia a sentirli sotto la sede del suo Ministero. «Noi – continuano gli agenti rivolgendosi proprio al ministro – difendiamo anche la tua sicurezza e tu ci ha preso in giro e ci hai dato dei “panzoni”». Subito dopo una vera e propria bordata di fischi si è alzata verso le finestre: «Lo sappiamo che sei chiuso dietro il tuo scranno d’oro perché non vieni giù a parlare con chi ti difende?». Continua a leggere