Il commissario Tonino

di Alberico Giostra, da il manifesto, 11 febbraio 2010

Anche questo 1° Congresso dell’Italia dei valori ha confermato che nel caso di Antonio Di Pietro, la finzione e la realtà, il vero e il falso, si confondono. Cominciamo dal «falso». In un congresso di partito i delegati dovrebbero essere eletti dal basso sulla base di mozioni programmatiche differenziate. Niente di tutto ciò nell’Idv, partito «monistico», «berlusconianamente» schiacciato sulla linea del suo padre-padrone: i 3.060 delegati, a parte alcune eccezioni, sono stati nominati da circoli cittadini, quasi sempre commissariati, da colonnelli a loro volta nominati commissari da Di Pietro. L’Idv infatti è un partito «commissariato»: al primo accenno di dissenso arriva puntuale la repressione da parte del gerarca locale. I delegati del Marriot erano dunque a immagine e somiglianza del loro «tribuno» e come tali lo hanno osannato. Una precauzione inutile. Nell’Idv il culto della personalità è «spontaneo». Continua a leggere

E ora chi ha stomaco forte lo elegga pure governatore della Campania….

Delitti a fin di bene (da il Fatto Quotidiano, martedì, febbraio 9, 2010)

Nel “processo breve” a se stesso celebrato da Enzo De Luca al congresso Idv, mancavano la pubblica accusa e un’informazione decente che conoscesse le carte. C’era solo l’imputato, che infatti si è assolto fra gli applausi, raccontando al popolo dipietrista quel che aveva già fatto credere al suo partito, il Pd. E cioè che è stato rinviato a giudizio due volte per truffa allo Stato, associazione a delinquere, concussione e falso per un’opera buona: aver consentito agli ex lavoratori dell’Ideai Standard di continuare a godere della cassintegrazione. Naturalmente è una superballa. Quei lavoratori sono disoccupati. Che cosa è successo davvero? Continua a leggere

“Caro Di Pietro, perchè ti opponi tanto a Berlusconi e governi insieme al PdL?”

dipietrodi Arturo Scotto* per il Manifesto del 10 ottobre 2009

IL CASO TORRE DEL GRECO

Italia dei valori e Pdl governano insieme. Impossibile? No. Torre del Greco, la quarta città della Campania, è amministrata da una giunta sostenuta proprio dal partito di Di Pietro e quello di Berlusconi.
Il comune è stato negli ultimi due anni e mezzo il laboratorio di un esperimento che resiste ancora oggi. Questo inedito patto di potere è nato dalla scelta da parte del centrosinistra di non candidare a sindaco Ciro Borriello, specialista in chirurgia plastica già deputato di Forza Italia, transitato nell’Udeur e infine candidato alle politiche del 2008 dai dipietristi. Un cursus honorum simile a quello di Sergio De Gregorio, leader di «Italiani nel mondo». Continua a leggere

Ferrero, Diliberto, Salvi: Appello al voto

Su la testa!!!!!!!!!

Tutta la verità su Antonio Di Pietro (Inchiesta)


L’immunità di Tonino? Non lo salva dai suoi

dipietrodi Paolo Bracalini

Di questo passo somiglierà sempre più all’imitazione che ne fa Neri Marcorè: dice una cosa, fa il suo contrario. È cronaca dell’altro giorno. Di Pietro si è fatto proteggere dall’immunità di eurodeputato per una causa civile di diffamazione, dopo aver pubblicamente detto che avrebbe rinunciato alle garanzie da eurodeputato (Ansa, 11 febbraio 2009), dopo aver detto che l’articolo 68 della Costituzione, per l’appunto l’immunità, va cancellato perché «aveva senso quando fu scritto, dopo la fine del fascismo. Ho sempre detto che l’articolo 68 andrebbe abrogato» (Ansa, 23 luglio 2007).
Si protegge con l’immunità, ancora, dopo aver fatto sfoggio di eticità sulla pelle del senatore Luigi Grillo, Pdl, raggiunto da rinvio a giudizio nel maggio 2008: «Ora chiederà di non avvalersi dell’immunità parlamentare per farsi giudicare, come responsabilità istituzionale vorrebbe?», disse Di Pietro.

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Il pacco di Alice

di Stefano Montanari (dal suo blog)

Qualche giorno fa qualcuno mi chiese un’opinione sulla signorina Alfano nella veste di candidata come indipendente tra le liste di Italia dei Valori. Fatto salvo il diritto di ognuno di agire come meglio gli aggrada, io mi sono semplicemente limitato ad offrire l’opinione che mi era stata richiesta: trovo quella candidatura disgustosa. E la cosa potrebbe chiudersi qui. Invece la mia mail ha fatto, senza che io lo volessi, il giro del mondo e mi sono ritrovato con una piccola valanga di messaggi di assenso e, a dire il vero non più di una decina, di reazioni del tutto contrarie. Continua a leggere