Pio La Torre, una vita per il cambiamento

Dichiarazione di  Luca Cangemi, Segretario regionale siciliano PRC

Ricordare Pio La Torre, ucciso, insieme a Rosario Di Salvo, dalla mafia Il 30 aprile del 1982, significa ricordare e rivendicare la passione e l’intelligenza con cui i comunisti sono stati protagonisti di una grande azione di rinnovamento del paese e della Sicilia per quattro decenni di storia repubblicana. Una lotta costata prezzi durissimi di fronte all’attacco mafioso e alla repressione di istituzioni dominate da poteri reazionari ed oscuri: solo qualche mese fa abbiamo ricordato i 60 anni dell’arresto di La Torre durante tentativo di occupare un feudo a Bisacquino. Continua a leggere

Annunci

Piersanti Mattarella, uccisa la primissima “primavera siciliana”

Assassinato il 6 gennaio 1980 il presidente della Regione che tentò di “ripulire” la Dc 

di Gemma Contin su Liberazione del 5/01/09

Era il 6 gennaio 1980, trent’anni fa esatti. Palermo si stava svegliando dalle lunghe festività di Natale-Capodanno-Befana: quindici giorni e notti di gozzoviglie, giocate di carte, giri di amici e parenti, regali ai bambini, messe comandate.
Quella mattina dedicata all’Epifania, la vecchietta che con scopa e sacco «tutte le feste si porta via», cadeva giusto di domenica: buona ragione per dormirsela qualche ora di più, dopo l’ultima notte di poker-settemezzo-mercanteinfiera, o, per i cattolici osservanti e praticanti, di andare alla Santa Messa del mattino e farsi assolvere così da tutti i peccati di gola-lussuria-goduria inevitabilmente commessi nel corso di festività prolungate.
Una domenica azzurra di sole e già carica di profumi primaverili, come spesso accade a Palermo e in Sicilia, dove ai primi di gennaio, nella Valle dei Templi di Agrigento, si celebra la festa del mandorlo in fiore.
La città quasi deserta si stava appena risvegliando e stiracchiando pigramente, in vista dell’ennesima abbuffata, quando, alle 12 e 30, il presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella era uscito di casa senza scorta, in via Libertà, quasi all’incrocio con piazza Croci, nel “cuore bene” del capoluogo, e si era messo al volante della sua Fiat 132 privata, assieme alla moglie Irma Chiazzese e al figlio ventenne Bernardo, per recarsi alla Messa nella non lontana chiesa dei gesuiti, dove era solito osservare il precetto religioso.
Non ci arrivò mai.  Continua a leggere

Relazione di Mimmo Cosentino (CPN) al Seminario sulla situazione economica, sociale e politica della Sicilia, 7/11/2009 Palermo, Chiesa valdese

L’immagine del fango che inghiotte case, persone, strade e ferrovia, mentre la montagna di Giampilieri continua a venire giù sulla città fino al mare, continua ossessiva a tornarci alla mente, mentre in questi giorni i giornali e le tv ci snocciolano i dati pesanti della crisi economica siciliana, ci raccontano gli scontri furibondi dentro la maggioranza di centrodestra per la spartizione del potere, e infine ci informano che il governo Berlusconi ha prima dato il via libera al disegno di legge per la creazione della Banca del Mezzogiorno e, successivamente, ha approvato l’erogazione di 1300 miliardi per la progettazione e l’avvio del Ponte sullo stretto di Messina. Continua a leggere

PONTE SULLO STRETTO LA MAFIA RINGRAZIA IL PREMIER, UNICA GRANDE OPERA CHE SERVE E’ MESSA IN SICUREZZA TERRITORIO

imag_11339848_12230dichiarazione di Paolo Ferrero

Il premier Berlusconi cerca di nascondere i deflagranti scontri politici e istituzionali che lo vedono mettersi contro tutto e tutti, in Italia come in Europa, e che minano la stessa base della sua maggioranza di governo, cercando di favorire gli unici poteri che conosce, quelli forti e fortissimi, ma anche quelli mafiosi e malavitosi. Ecco dunque che rilancia in merito a un’opera tanto faraonica quanto inutile, quella del Ponte sullo stretto di Messina. La mafia, sentitamente, ringrazia. Continua a leggere

FALSO IN BILANCIO, APPELLO A NAPOLITANO: NON FIRMI. SI TRATTA DI UN’AMNISTIA DI FATTO, IMMONDA E ANTICOSTITUZIONALE.

Ferrero 5Dichiarazione di Paolo Ferrero, Segretario nazionale PRC-SE

Lo scudo fiscale approvato ieri dal Senato della Repubblica era già una vergogna in sé, dopo l’introduzione dell’emendamento che depenalizza il falso in bilancio siamo ormai in piena collusione, da parte della maggioranza della Pdl e del governo Berlusconi, con i peggiori e più lerci personaggi e interessi del malaffare. Peraltro, il falso in bilancio configura, di fatto, un’amnistia, il che vuol dire che è stata introdotta nell’ordinamento una legge incostituzionale, visto che per votare e approvare un’amnistia o un indulto serve la maggioranza qualificata dei 2/3. Continua a leggere

Russo Spena: Impastato, sua memoria disturba ancora politica

russo_spena_giovanni_215x300Dichiarazione di Giovanni Russo Spena, responsabile nazionale legalità Prc-Se

Roma, 10 sett. 2009 – “La rimozione della targa che intitolava la biblioteca di Ponteraica (Bg) a Peppino Impastato da parte del sindaco leghista Cristiano Aldegani è un atto di inciviltà democratica ma anche di incultura istituzionale. Ricordo al sindaco Aldegani che la mia relazione in commissione antimafia sull’uccisione di Impastato da parte di un sistema di relazioni che comprendeva mafia, amministrazioni locali e politica fu approvata all’unanimità dei parlamentari. Evidentemente, però, il nome Impastato e la sua vicenda danno ancora fastidio a tutti coloro che di fatto negano la relazione tra mafia e politica. E in questo governo sono tanti. Il che è tanto più grave nel momento in cui sono aperte importanti inchieste sui mandanti delle stragi di mafia”.

SCUDO FISCALE E’ FAVORE GOVERNO A RICCHI LADRI. PROPONGO DI ABOLIRE IL SOSTITUTO D’IMPOSTA PER I LAVORATORI E I PENSIONATI COSI POTRANNO EVADERE ANCHE LORO

Ferrero 08Dichiarazione di Paolo Ferrero, Segretario nazionale del PRC-SE

L’approvazione dello scudo fiscale è l’ennesimo favore che il governo fa a favore dei ricchi ladri, e sono tanti. L’ennesimo condono per gli evasori, l’ennesima presa in giro per i lavoratori e pensionati obbligati a pagare fino all’ultimo euro di tasse. Uno schifo e una vergogna, soprattutto in questo periodo di crisi in cui i lazzaroni di sempre sono premiati ancora una volta dal governo.
Propongo di abolire il sostituto d’imposta per i lavoratori e i pensionati, in modo da garantire anche a loro la possibilità di evadere allegramente il fisco.