Sinistra e libertà, tutti appesi a Nencini

Dopo Fiuggi, il destino di una lista appena nata e già alle prese col solito rischio: la scissione.

di Gianni Del Vecchio su Europa del 14 ottobre

Nessuno l’avrebbe detto qualche tempo fa. Eppure è così: il futuro del progetto di Sinistra e libertà è tutto nelle mani di Riccardo Nencini, segretario dei socialisti.
Per capire il perché bisogna fare un passo indietro e partire da quello che è successo sabato sera a Fiuggi, al congresso dei Verdi. Lì la favorita della vigilia, Loredana De Petris, è stata sconfitta a sorpresa da Angelo Bonelli. Ha perso la mozione che vedeva un futuro ecologista nella costituzione di Sinistra e libertà dopo le prossime regionali mentre è stata premiata la linea più identitaria e autonomista dell’ex capogruppo alla camera.
Un vero dramma per Vendola e compagni, che si sono visti sfilare in un attimo uno dei soggetti fondatori nonché un bel pezzo di quel 3,1 per cento preso alle ultime europee. Continua a leggere

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Intervista a Paolo Ferrero ad Arezzo

Ferrero 08-Segretario, ha ancora senso dirsi comunisti?
Certo, non solo dirsi, ma anche esserlo, perché il capitalismo si sta dimostrando un sistema fallimentare nel quale la ricchezza corrisponde ad un enorme aumento delle ingiustizie, sia tra nord e sud del mondo che negli stessi paesi del nord del mondo. Quindi ha molto senso porre il problema di come si può cambiare il sistema radicalmente, per far sì che non sia guidato dal profitto di pochi, ma dal benessere della maggioranza, che è appunto il comunismo. Secondo me dirsi comunisti ha molto più senso oggi che non cento anni fa. Continua a leggere

Ferrero risponde a Bertinotti: Un errore distruggere tutto

Ferrero 08“In politica troppa confusione può portare al nichilismo”. Intervista a Paolo Ferrero 

di Frida Nacinovich – Liberazione, 8 maggio 2009

Segretario Ferrero, in un’intervista a “l’Unità” il suo predecessore Fausto Bertinotti guarda alle elezioni europee e dice: «Tanto peggio, tanto meglio». Quindi pensa che in fondo sarebbe un bene se alla sinistra del Pd nessuno arrivasse al 4%. Alla cronista viene in mente un racconto di Edgar Allan Poe, il gatto nero, con il protagonista che uccide prima l’amato gatto di casa poi la moglie. Davvero è tutto da buttare, tutto da rifare? La sinistra italiana è davvero come l’araba fenice, deve rinascere dalle sue ceneri? Continua a leggere